Tutte le VIP pronte alla prova bikini hot per l’estate 2017

Vip Bikini hot 2017

Esistono momenti annunciati dal calendario che marcano scadenze cruciali nelle nostre vite: l’8 dicembre segna l’inizio della corsa per i regali di Natale, la Befana richiama ai doveri della dieta, l’arrivo dell’ora legale sancisce l’incombere della prova costume. È vero, l’estate è ancora lontana all’orizzonte, eppure i primi tepori primaverili risvegliano la voglia di weekend fuori porta, di passeggiate sul lungomare, di pomeriggi assolati.

Ebbene, per tutte le amiche che temono l’avvicinarsi dei primi bagni come il disonesto teme l’ispezione fiscale, abbiamo ottime notizie. Innanzitutto è d’obbligo una premessa: non preoccupatevi della vostra forma fisica. Che siate snelle e slanciate come fiammelle o comodamente adagiate sulle vostre morbidezze, andate bene sempre e comunque, e la moda ha grandi novità da proporre per stupirvi, per coccolarvi e per sedurvi indipendentemente da altezza, peso e dati anagrafici.

Quella del 2017 sarà un’estate all’insegna della libertà: libertà di osare per chi ha nel sangue il pepe dell’audacia, ma anche libertà di essere per chi finora ha troppo temuto l’altrui giudizio.

Cominciamo dal capo che rappresenta l’estate più di ogni altro: il bikini. Compirà 71 anni il 5 luglio, eppure non smette mai di essere giovane. Grandi dive lo hanno amato facendolo diventare una vera e propria icona dell’abbigliamento estivo, interpretandolo alle volte con estrema pudicizia, altre con incredibile audacia.

Ebbene, quest’anno il bikini di tendenza giocherà entrambe le carte, in un mix di emozioni che, forti del potere della nostalgia, riusciranno ad accontentare tutti i temperamenti e tutte le fisicità: le culotte dai richiami anni’ 50 avranno vita alta e sgambatura appena accennata, a vantaggio delle curve che, in quella zona, potranno beneficiare della complicità dei tessuti tecnici e strutturati che alcune aziende propongono proprio per le fisicità più importanti.

I reggiseni saranno a balconcino, con strutture capaci di dare forma e contenimento delle abbondanze, oppure sostegno e volume là dove la natura è stata meno generosa. E per giocare con stampe e consistenze arriveranno inserti in tessuti trasparenti, applicazioni gioiello, cinturoni e piccoli volant che potrete scegliere in fantasie o blocchi di colore senza neanche l’obbligo di coordinare i pezzi tra di loro.

Ma il vero protagonista delle vacanze 2017 non sarà lo storico due pezzi, bensì il costume intero. Non più e non solo un ripiego per chi non può o non vuole osare, ma una vera e propria scelta di stile che trova origine in un passato dal fascino suadente, e giunge a noi in versioni quanto mai fantasiose: il superintero con manica lunga e zip frontale per modulare la scollatura, il cut out che scopre ritagli di pelle disegnandosi sul corpo, il monospalla, il one piece che sembra quasi un abito o più semplice-mente il buon vecchio olimpionico. Il tutto condito con una buona dose di accessori, da scegliere con cura.

Nel caso questa tempesta di informazioni abbia generato una certa confusione, proponiamo a tutte le amiche chè si accingono ad addentrarsi nei meandri del summer-shopping un breve e semplice decalogo per acquisti vincenti. Lo trovate nella pagina qui a destra. Leggetelo e mettetelo in pratica: ne vale la pena.

Articolo tratto da Visto

Elenoire Casalegno e Sebastiano Lombardi si sono lasciati

Elenoire Casalegno e l'ex Marito Sebastiano Lombardi

E adesso dedichiamo questa intervista alla bella ex GF Elenoire Casalegno. Che oltretutto di recente abbiamo rivisto a Furore20years di Alessandro Greco. Oltretutto sempre Elenoire era stata ospite anche della trasmissione originale prima edizione.

Ma insomma ve ne parliamo per un altro motivo ossia perchè la bella Elenoire Casalegno proprio in queste ore ha deciso di informare tutti i suoi fans della fine del suo matrimonio con il direttore di Rete 4 Sebastiano Lombardi.
La coppia si era sposata nel 2014, ma già da diverso tempo si capiva che fra di loro le cose non stavano piu’ funzionando.

Scrive Eleonoire Casalegno sulla fine del suo matrimonio con il direttore di Rete 4.

Elenoire Casalegno e l'ex Marito Sebastiano Lombardi

Ci sono momenti in cui preferirei restare in silenzio, tutelando la mia privacy, e quella delle persone a me care. Purtoppo, non sempre è possibile. Negli ultimi mesi molto si è detto, romanzato, ma la verità, dolorosa, non si trova in superficie, dimora nello strato più profondo della nostra intimità. Ogni scelta della mia vita è stata dettata dal cuore, e così anche il mio matrimonio. Avrei sperato non fosse questo l’epilogo, ma accetto cio’ che la vita mi propone, anche i momenti di sofferenza, perché insieme ad essi, ci sono ricordi di gioia e felicità. L’unica certezza che rimane è l’affetto che continuerò a provare per colui che è stato mio marito

Le rivelazioni scottanti sulla fine della storia fra Belen e Stefano.

Belen Rodriguez in barca con Andrea Iannone

E veniamo adesso a parlarvi di Belen Rodriguez e Stefan de Martino. In quanto insomma come ben avrete capito dopo l’ultima puntata di Verissimo su Canale 5 ci sono delle scottanti novità.

Come sapete Belen e Stefano si sono conosciuti ad Amici dove è scoppiato il grande amore. Si sono sposati e dal loro amore è nato il piccolo Santiago. Ma poi è tutto tramontato anche se le cause non sono mai state chiarite del tutto. L’unica cosa certa è che Belen Rodriguez fa coppia da diversi mesi con Andrea Iannone il campione di Moto GP.

Ovviamente Belen Rodriguez e Stefano de Martino hanno divorziato e insomma è stato un divorzio abbastanza indolore. Nel senso che non si sono scannati. Hanno anzi raggiunto praticamente l’accordo su tutto.

E quindi torniamo al focus ossia Verissimo. Infatti il programma Mediaset ha svelato che fra Stefano e la madre di Belen non corresse buon sangue e che i due avessero duramente litigato. I motivi di questo litigio sono ancora da chiarrire , anche se non si esclude che il problema fosse per la custodia del figlio Santiago.

Belen Rodriguez in barca con Andrea Iannone
Oltretutto Belen e Stefano torneranno a vedersi molto presto. Infatti l’argentina sarà fra le new entry del casting Selfie le cose cambiano . E ovviamente qui ritroverà proprio l’ex marito.

Stefano Accorsi e Bianca Vitali dedicano il David di Donatello alla figlia

Stefano Accorsi e Bianca Vitali

Sta per diventare papà per la terza volta, Stefano Accorsi. L’attore, che ha vinto il David di Donatello per la categoria miglior attore protagonista grazie al film Veloce come il vento, racconta le emozioni che gli ha regalato questo traguardo professionale e le gioie per la gravidanza di sua moglie Bianca Vitali.

Recitare deve essere molto affascinante…

«Certo. Faccio l’attore ormai da tantissimi anni e ne sono felice, perché mi offre la possibilità di entrare nelle vite di altre persone e di toccare realtà lontane dalla mia quotidianità, situazioni che probabilmente non potrei conoscere se non facessi questo mestiere. Come ad esempio il mondo delle automobili di Loris De Martino, protagonista di Veloce come il vento, uno dei personaggi che ho amato di più in assoluto in tutta la mia carriera: in passato è stato un talentuoso pilota e dopo la morte del padre si ritrova a fare i conti con svariati problemi legati alla sua famiglia d’origine».

«Orgoglioso del cinema italiano»

Stefano Accorsi sei stato uno dei grandi protagonisti ai David di Donatello.

«Sono orgoglioso per il presente che sta vivendo il cinema italiano: vincendo i premi più importanti nelle varie kermesse, stiamo dimostrando al mondo intero di essere grandi professionisti in tutti i settori del cinema».

Ti aspettavi di vincere un David grazie al film Veloce come il vento?

 

 

«Innanzitutto, devo dire che sono fiero di aver vinto questo premio grazie a un film che ho amato tantissimo, sin dalla prima lettura del copione».

Come mai?

«Ho amato il mio personaggio, un po’ estremo, la storia appassionante intorno alla quale ruota il film e tutte le persone con cui ho collaborato: dal regista Matteo Rovere, al produttore Domenico Procacci, agli altri attori».

 

Stefano Accorsi a chi tu e Bianca Vitali dedichi il David di Donatello?

Stefano Accorsi e Bianca Vitali

«Lo dedico a mia moglie Bianca e al piccolo che stiamo aspettando. Sono felice che questo premio sia arrivato quasi in contemporanea con un bell’evento che riguarda la mia vita personale. Bianca, durante la lavorazione di Veloce come il vento, mi ha supportato tantissimo, è stata fondamentale. Dedico il David anche al pubblico e alla stampa, in quanto pure i giornalisti erano soddisfatti per questo mio traguardo.

Non smetterò mai di ringraziare il personaggio di Loris De Martino per tutto quello che mi ha regalato».

Potresti chiamare Loris il bebé in arrivo…

«Potrebbe essere un’idea.. Ma temo che, prima di prendere qualsiasi decisione in merito, dovrei chiedere a Bianca se è d’accordo (ride, ndr)».

 

da Vero

Maria Teresa Ruta e Roberto Zappulla di ritorno da Cuba

Non è stato un anno semplice, quello appena passato, per Maria Teresa Ruta. La conduttrice, infatti, è stata messa a dura prova dalla vita che le ha tolto alcune delle persone più care, quasi tutte nello stesso periodo. Nonostante il suo innato buonumore e il suo carattere solare, Maria Teresa ha attraversato un periodo di depressione e tristezza, da cui neanche con le amorevoli cure del compagno, Roberto Zappulla, sembrava riuscire a emergere. Il loro stesso rapporto, che prosegue ormai da undici anni, rischiava di arenarsi, vinto dal dolore. Prima di arrendersi de! tutto, però, Maria Teresa e Roberto hanno deciso di concedersi un viaggio a Cuba per fare il punto, lontano da tutto e da tutti, sulla loro storia e provare, in un estremo tentativo, a risolle\’arla. 1! risultato è stato sorprendente, come la stessa Maria Teresa ci ha raccontato.

«Quello che è appena passato è stato un anno molto doloroso per me e per tutta la mia famiglia: innanzitutto ci ha lasciato per sempre, a 56 anni, Ornella, la babysitter dei miei figli. Nello stesso periodo venivamo informati che il fratello di Roberto, in dialisi da alcuni mesi, era stato colpito da mielofibro-si acuta e di lì a poco sarebbe stato sottoposto al trapianto di midollo. Roberto è risultato compatibile, poi il medico ha preferito prelevarlo dal giovane figlio. In sostanza, in quel periodo correvo da un ospedale all’altro anche perché, nel mentre, mio padre era stato colpito l’anno prima da un’emorragia
cerebrale. Purtroppo, poi, il 6 ottobre ci ha lasciato e, poco prima, nel mese di luglio, abbiamo detto addio anche a nonno Aldo (si riferisce al papà di Amedeo Goria, ovvero l’ex marito di Maria Teresa, ndr).

«Ci siamo parlati a cuore aperto»

La loro morte ha portato sconforto e tristezza in tutti quanti noi, ma in me soprattutto, perché sentivo che dovevo cercare di essere forte ma non ci riuscivo. Nonostante i successi di mia figlia Guenda negli spettacoli teatrali Rosso giungla, Re Lear e Nel buio d America e la partecipazione al film Chi salverà le rose? in uscita in questi giorni, e nonostante la felicità per mio figlio Gianamedeo, che presto si laureerà in Ingegneria Civile, io mi sentivo persa.

Questo mio sentimento di sconforto aveva anche incrinato un po’ il rapporto con Roberto, perché la mia tristezza era tale che non riuscivo più a godere delle sue battute, delle sue sorprese affettuose e delle sue piccole attenzioni nei miei confronti…Proprio per tentare di farmi uscire da questo tun-
nel di dolore, abbiamo deciso di affrontare questo viaggio a Cuba.

Ne abbiamo approfittato per confidarci serenamente e parlare a cuore aperto di quelle che sono le nostre aspettative dopo un dici anni d’amore, facendo anche una sorta di lista dei desideri.

Ma andiamo con ordine: una volta a Cuba,

Roby si è tuffato nella Avana musicale. Nelle vene dei cubani, infatti, non scorre soltanto sangue, ma soprattutto buona musica! Ovunque a Cuba, in strada e nei locali, musicisti, cantanti e ballerini improvvisano passi di danza sulle travolgenti note della rumba e della conga; sono gli “eredi” del musicista Compay Segundo (reso famoso dal film documentario Buena Vista Social Club).

Inoltre abbiamo assistito a uno spettacolo magnifico al famoso locale Tropicana.

Io, invece, più classica e romantica, mi sono lasciata affascinare dalla Habana Vieja, il cuore della città vecchia con le coloratissime auto americane degli anni ’40 e ’50, i venditori di cocco, di dolci e pannocchie, le cartomanti pittoresche o il lungomare Malecón.

«Lui si è sacrificato molto per me»

Maria Teresa Ruta e Roberto Zappulla in visita a Cuba

Maria Teresa Ruta

lo non bevo superalcolici e non fumo, ma per conoscere le tradizioni cubane ho voluto assaggiare del rum e filmare un sigaro, almeno per una volta. Così, lasciandoci anche ispirare dallo scrittore Ernest Hemingway, che diceva, My mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita, abbiamo visitato questi due storici locali. Come noi, c’erano turisti provenienti da tutto il mondo desiderosi di assaporare questi cockatil dal sapore caratteristico. È stata un’esperienza fantastica e io e Roberto siamo tornati a ridere * di gusto come non facevamo da tempo. Dopo aver visitato anche il museo della JÉT Rivoluzione, il Ca-stello del Morro e il Cristo che domina la città, macinando chilometri anche a piedi, gli ultimi giorni ci siamo concessi un po’ di relax, a pochi chilometri dalla capitale, sulla spiaggia dell’Arenai, a Playa Santa Maria, dove per quattro giorni ci siamo riconciliati con noi stessi e ci siamo fatti fare anche un ritratto da uno degli artisti dell’isola.

Roberto e io ci siamo conosciuti il 9 gennaio del 2006 e dal 17 maggio dello stesso anno viviamo praticamente sempre insieme. Soprattutto all’inizio lui si è sacrificato moltissimo per me, lasciando la sua terra e

il suo lavoro per venire a vivere a Milano, ma tornando tutti i mesi per tre giorni a Napoli per non perdere mai il contatto con suo figlio Manuel. Lui per me ha fatto molti sacrifici, mentre

io continuavo la mia serena e già tracciata vita milanese di giornalista e conduttrice vicino a Guenda e Giynatnedeo.

((Stavamo gettando la spugna»

Dopo i primi momenti di assestamento ha ritrovato la sua
dimensione di produttore musicale e insegnante. Abbiamo lavorato al nostro nido d’amore a Luino e ci siamo tuffati in tanti progetti, non ultimo il programma Missione Relitti che io conduco e di cui lui compone le musiche. Insomma, abbiamo lottato per costruire il nostro rapporto, perché una vita insieme alla nostra età non può essere fatta solo di amore, ma va coltivata come un bonsai. Però,

il 2016, così triste e complicato, con tanti momenti di speranza ma altrettanti di sconforto e di dolore, ci aveva messo ko. Qui a Cuba, dove anche nella vita
quotidiana riecheggia ancora la forza della Rivoluzione e si sentono ancora incredibilmente presenti e vive le gesta di Che Guevara e quelle di Fidel, grazie anche a quest’aria così ricca di vita e speranza attorno a noi, io e Roberto ci siamo resi conto che invece ci stavamo arrendendo: stavamo per gettare la spugna, abbattuti dai colpi della vita, stavamo annaspando nell’abitudine, incastrati negli ingranaggi della routine e non avevamo più tanta voglia di lottare per tenere sempre alto e vivo il livello del nostro amore.

 

 

 

Eppure sappiamo che amarsi a 50 armi fa bene al carattere e questo vale sia per l’uomo che per la donna. Si diventa più altruisti, disponibili e pazienti, ci si cura nell’aspetto fisico e, se si è innamorati davvero, la salute ne ha un giovamento.

((Abbiamo passato al vaglio 12 mesi»

Secondo diversi studi psicologici, l’amore alla nostra età è una profonda reazione all’invecchiamento. Così, guardando un mare dai colori tanto belli con sfumature dall’azzurro al verde chiaro, fino a un blu sorprendente, abbiamo cominciato a passare al vaglio gli ultimi 12 mesi della nostra vita insieme, prendendo carta e penna e compilando due elenchi: quello delle cose che andavano bene, che funzionavano ancora tra noi, e quelle che non funzionavano più e di tutto ciò che, di conseguenza, ci stavamo perdendo.

Cosi, vestiti da cerimonia (quasi per gioco, come fossimo due sposi cubani), ci siamo concessi una passeggiata in carrozza lungo una stradina tra palme e sabbia, abbiamo bevuto birra cubana senza pensare al tempo che corre e a entrambi mette tanta ansia.
Quest’isola ci ha mostrato città coloniali, un magnifico ambiente naturale con meravigliosi fondali marini, una cultura poliedrica vissuta da abitanti che pur senza avere molto in certi casi sono, però, sempre disposti a condividere tutto. Cuba si è rivelata a noi generosa e fiduciosa di essere come nuovamente riscoperta. E nel frattempo, ci ha insegnato qual era il nostro errore: io e Roberto dovevamo essere più allegri e disponibili verso la vita, capaci di accettare gli eventi anche tragici dell’ultimo anno, pensando però che intorno ci sono tante persone che contano su di noi e sul nostro entusiasmo: i nostri figli in primis. Abbiamo capito che anche noi dovevamo fare uno sforzo per una “rivoluzione” del nostro amore e abbiamo fatte nostre due belle frasi cubane. La prima è di Fidel Castro: “Il rivoluzionario crede nell’uomo, negli esseri umani. Chi non crede nell’essere umano, non è rivoluzionario”.

«La speranza cammina con noi»

La seconda di Che Guevara: “In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore”. Ed avendo troppo a cuore il nostro amore e la nostra vita, io e Roby siamo tornati a lottare e ad amare di più. In fondo, il popolo cubano da secoli crede ed è fortemente convinto che la speranza di un futuro migliore cammini con lui e da oggi posso dire che questo sentimento camminerà anche insieme a noi. D’altronde, come dice anche un personaggio di Graham Greene, nel romanzo Olir Man in Havana (1958), “Cuba is Cuba is Cuba”. Grazie. Cuba!»

 

da Vero