Attentato terroristico a San Pietroburgo le vittime salgono a 10. Putin dice

Interrompiamo adesso per il momento il nostro consueto spazio per parlarvi di San Pietroburgo nella metro . E ormai è evidente che si tratti di un attacco terroristico.

Ovviamente il presidente russo è accorso fin dalle prime ore in loco per impartire una svolta decisiva agli aiuti. Per il momento si sa che la doppia esplosione ha interesssato la metropolitana di San Pietroburgo Mentre Vladimir Putin ha saputo la notizia direttamente dal Cremlino. Secondo le prime ricostruzioni si parla di due esplosioni in punti differenti della metropolitana a pochi minuti l’una dall’altra.
La prima misura di sicurezza intrapresa è stata quella di evacuare immediatamente la metropolitana di San Pietroburgo. Una delle piè belle al mondo.

Vladimir Putin ha commentato l’attentato terroristico di San Pietroburgo come

 

Attentato Terroristico a San Pietro Burgo
Voglio esprimere il mio più sincero rammarico ai parenti delle vittime. Ho già parlato con i capi dei servizi. Con il direttore del FSB. I corpi di polizia e servizi speciali sono al lavoro, faranno di tutto al fine di individuare le cause dell’incidente, per dare una valutazione completa di quello che è successo
Al momento il bilancio definitivo e purtroppo che peggiorerà nelle prossime ore parla di 10 persone uccise e oltre 30 feriti dalle schegge dovute all’esplosione.

Sul posto sono già presenti le forze ufficiali. Verso le 19 si aspetta un altro comunica del Cremelino.

Gli 80 anni di Papa Francesco Bergoglio e il nuovo messaggio per l’umanità

Il pontefice Papa Francesco Bergoglio

Doppia festa per il Santo Padre: papa Francesco celebra l’ottantesimo compleanno e la ricorrenza precede di poco i tre anni del suo pontificato, che ha determinato una vera rivoluzione nel mondo ecclesiastico. E non solo. Anche chi non è di religione cattolica è rimasto colpito dal suo stile semplice, espressione di una generosa apertura verso il prossimo. Le sue parole arrivano dritte al cuore. «Sono in forma e dormo come un legno», dice il Pontefice commentando i suoi ottantanni, portati con serenità, affidandosi alla provvidenza e senza risparmiarsi nella sua missione apostolica. A dimostrarlo c’è lo slancio con cui si prodiga, a parole e a fatti, per far capire ai fedeli che lui c’è, comunque e sempre, come un padre, un fratello, un amico fidato.

La rivoluzione di Francesco è cominciata dal giorno della sua elezione, il 13 marzo 2013, quando, affacciandosi alla finestra su piazza San Pietro, senza alcuna formalità, ha detto: «Fratelli e sorelle, buonasera». Da allora ha conquistato tutti, con una serie di gesti fortemente simbolici. Ha sostituito il crocifisso d’oro, che i Papi portano al collo, con un’austera croce d’argento; ha continuato a usare le scarpe scure con cui è arrivato dall’Argentina, la sua patria, snobbando quelle rosse – griffate Prada – indossate da Benedetto XVI; è andato ad abitare presso l’Istituto religioso di Santa Marta, rifiutando l’appartamento in Vaticano, e in più viaggia a bordo di un’utilitaria.

«La Chiesa deve essere povera per aiutare i poveri»,

ha dichiarato il Papa, in un modo che non ammette replica. Come fu irremovibile, nel 2016, con la decisione, criticata da molti prelati, di incontrare Bartolomeo, patriarca di Costantinopoli e cinquanta gruppi religiosi provenienti dalle più svariate parti della terra.

«Francesco corre seri pericoli perché vuole l’unificazione di tutte le religioni, come Gesù, che per questo fu crocifisso»,

aveva dichiarato a Nuovo padre Amorth, il decano degli esorcisti scomparso di recente, a sottolineare il fatto che Francesco nel suo piano di rinnovamento, ripercorre il cammino di Cristo, considerato il più grande rivoluzionario della storia.

Sono in molti a credere nel cambiamento avviato dal Papa Francesco Bergoglio

 

«Francesco è un innovatore nel suo ritorno al puro spirito evangelico»,

 

spiega don Santino Spartà, autore di diversi libri sul Papa, tra i quali 365 giorni con te, una sorta di enciclopedia sul suo linguaggio.

 

«Il Santo Padre non esita a bacchettare i preti affaristi, in pratica imprenditori con la tonaca, convinti che il denaro debba essere impiegato a governare piuttosto che a servire. E non ha risparmiato nemmeno quelle suore che non si comportano come “madri e sorelle”, raccomandando ad ambedue le categorie di essere più umili. Basta riflettere sulle sue parole»,

sottolinea il religioso. Bergoglio è molto chiaro:

«A me fa male quando vedo un prete o una suora a bordo di una vettura di ultimo modello. L’automobile è necessaria per motivi di lavoro, ma prendetene una modesta»,

 

ammonisce il Papa.

«È convinto che il prete debba essere  per usare una sua espressione – un pastore che si porta addosso l’odore delle pecore»,

 

spiega don Spanà.

«Un modello scomodo per molti prelati, abituati a starsene in sacrestia o nelle loro belle dimore. Come è stata politica-mente scomoda la scelta di Francesco di recarsi a Lampedusa nel luglio del 2013, in occasione di un disastroso naufragio dei migranti: “Vergogna” a quanti non avevano saputo evitare la tragedia»,

ha tuonato.

Don Santino sottolinea anche come Francesco, nella sua schiettezza, si sia inevitabilmente creato molti nemici.

«I primi sono nella Chiesa e alludo a quei preti, vescovi e cardinali che perseguono interessi personali e temono che la nuova svolta voluta dal Papa possa privarli dei vantaggi di cui godono»,

 

spiega il religioso.

«Ci sono, poi, i nemici ideologici che criticano Francesco per la sua presunta permissività, giudicata controproducente rispetto all’osservanza delle regole della Chiesa. Per esempio, la sua famosa frase “Chi sono io per giudicare un gay?”, ha fatto gridare allo scandalo, intesa, da alcuni, come un’apertura alle unioni civili tra omosessuali. Ebbene non è così»,

precisa il sacerdote.

«In realtà il Papa continua a condannare il peccato, ma perdona il peccatore. Come Gesù perdonò Maria Maddalena, l’adultera che salvò dalla lapidazione e persino il ladrone crocifisso accanto a lui. Un discorso che vale anche per la possibile assoluzione da parte del confessore, proposta di recente dal Papa, della donna che abortisce, se è veramente pentita. Così come del medico che pratica l’intervento. Una presa di posizione che io non considero un eccesso di indulgenza, ma piuttosto, un segno di umana pietà verso chi ha peccato, magari per debolezza oppure per disperazione».

Le parole di don Spartà riflettono un’altra novità introdotta da Francesco: la sua rivalutazione della donna, incontrasto con la misoginia spesso manifestata da una parte del clero.

«Le doti di delicatezza, tenerezza e sensibilità di cui è ricco l’animo femminile rappresentano non solo una genuina forza per la vita delle famiglie, ma anche l’irradiazione di un clima di serenità e di armonia»,

 

sostiene Francesco. E alla domanda se questa presa di posizione del Santo Padre possa considerarsi un’apertura al sacerdozio femminile, don Santino risponde con cautela:

«È prematuro parlarne; ma certo l’attestato di stima e di apprezzamento per la donna da parte del Papa sottolinea l’importanza della presenza femminile in qualsiasi ambito»,

 

conclude.

 

 

Tratto da Nuovo

Luigi Maria Favoloso e Nina Moric nuove accuse a Fabrizio Corona

Luigi Maria Favoloso e Nina Moric

Sta insieme alla splendida showgirl croata Nina Moric da due anni e mezzo, ma forse, mai come ora, il fidanzato Luigi Mario Favoloso, imprenditore e modello orginario di Torre del Greco, ha avuto così tanti riflettori mediatici puntati addosso. Il motivo è presto svelato: all’indomani dell’arresto di Fabrizio Corona, ex marito di Nina da cui ha avuto il figlio Carlos Maria, oggi quattordicenne, a intervenire in Tv per conto della sua compagna, rilasciando le prime dichiarazioni sulla vicenda alquanto spinosa e scottante è stato proprio quello che molti, da principio, consideravano il giovane e aitante toy boy “di passaggio” della Moric. E con cui, invece, la storia sembra essersi fatta sempre più importante, tanto che molti parlano già da un po’ di fiori d’arancio. Dopo la partecipazione di entrambi a Domenica Live su Canale 5, in collegamento con il salotto di Barbara d’Urso, Vero ha raggiunto i due fidanzati mentre erano in viaggio, diretti in Puglia per fare un’ospitata in un reality locale, La Fazenda (format distribuito su piattaforme digitali), come ci ha spiegato Luigi Mario Favoloso Favoloso. Nina ha preferito non tornare nuovamente su
certi argomenti, lasciando che fosse il fidanzato a rispondere direttamente ad alcune nostre domande e osservazioni.

«Fa di lutto per proteggere il figlio»

Luigi Mario Favoloso non sono pochi quelli che vi hanno criticato per essere andati in televisione a parlare dell’arresto di Fabrizio Corona.

«Capisco che per alcuni possa essere discutibile, ma abbiamo le nostre buone ragioni. All’inizio sono andato da solo a Pomeriggio Cinque, dopo aver contattato la redazione della d’Urso: stavano uscendo delle cavoiate sui giornali e in Tv e sentivo il bisogno di replicare a nome di Nina, che in quel momento aveva preferito stare in silenzio per proteggere il figlio Carlos. Tutto quello che lei fa o non fa è sempre rivolto al bene del ragazzino. Ed è per lo stesso motivo che, alla fine,siamo tornati insieme davanti alle telecamere. Nostro scopo era ed è, sempre e solo, fare chiarezza».

Uno dei primi aspetti che sono emersi dalle vostre dichiarazioni e che hanno stupito è che il lavoro degli inquirenti sarebbe partito da una segnalazione di Nina, fatta quest’estate Luigi Mario Favoloso.

Luigi Maria Favoloso e Nina Moric

«È cosi. È successo quando sotto casa di Fabrizio è esplosa una bomba carta, a metà agosto. La preoccupazione di Nina, ancora una volta, era legata ai figlio, temendo che potesse accadere qualche altro episodio di quel genere mentre Carlos si recava in visita dal padre. Per questo ha voluto parlare con le Forze dell’Ordine e coi servizi sociali, per chiedere maggiore attenzione e protezione. Da lì ci sono stati dei provvedimenti – sono iniziate le indagini, sono partite le intercettazioni… – da cui sono saltati fuori altri elementi. Per esempio, dopo poco c’è stata la “famosa” telefonata in cui la collaboratrice di Corona, Francesca Persi, parlava con Fabrizio di un furto avvenuto nella sua abitazione, che però, stranamente, non era stato denunciato. Come mai? Da lì alla perquisizione e al ritrovamento dei soldi in nero nel famoso controsoffitto, il passo è stato breve».

Luigi Mario Favoloso a proposito, quella casa è di Nina Moric? In base a quanto da lei spiegato, in realtà ce ne sarebbero ben due, un tempo appartenute a lei e in seguito intestate alla Persi.

«Sì. L’aveva comprata quando ancora erano sposati lei e Fabrizio. Poi, con qualche “magheggio”, è finita in mano ad altri…».

Ulteriore punto che hai evidenziato più volte è legato alla provenienza del “te-soretto in nero” di Corona. Lui ha dichiarato che si tratta dei guadagni delle sue serate nei locali, ma secondo te
i conti non tornerebbero…

«Certo che no. Nemmeno facendo 400 serate in un anno cosa peraltro impossibile per 3.500 euro ciascuna, si arriverebbe a quella cifra. Lo ha accennato anche Nina dalla d’Urso: in parte, in quella somma complessiva, ci sono pure soldi suoi. E – ribadisco quanto espresso in trasmissione – non tutto è frutto del lavoro di Fabrizio, almeno non di quello degli ultimi dieci mesi. Ora non posso aggiungere altro, ma sappiate che presto ne vedremo delle belle…».

Luigi Mario Favoloso come sta la tua fidanzata Nina Moric in questi giorni ?

«E molto serena».

Tempo fa, parlando di sé, la Moric ha spiegato di «avere due anime, una più solare e sexy, l’altra più fragile e vulnerabile». E ha aggiunto: «Ne vado fiera. È per questo che non sono mai scesa a compromessi».

«Infatti è proprio così. È una donna molto sensibile, ma è anche determinata verso i suoi obiettivi. Per questo,
anche nell’ultima situazione si é mostrata tranquilla. Credo che abbia fatto una bella figura: sui social di solito è criticata, invece, l’altro giorno, ha ricevuto tanti attestati di stima e di affetto».

Carlos sta soffrendo?

«All’inizio, ovviamente, c’è rimasto male, ma, con l’aiuto della mamma ha recuperato tutta la sua serenità. E davvero un ragazzino sveglio, intelligente, maturo. Abbiamo un buon rapporto».

Secondo alcuni, tu e Nina dovevate sposarvi a novembre, proprio dalle tue parti, in un castello a Torre del Greco.

«Ci hanno visto lì di passaggio. per una visita, e hanno pensato che stessimo organizzando le nostre nozze. Ne abbiamo parlato, ma non ci sono né una data, né una location. Smentire una cosa simile, però, sarebbe sembrato quasi sminuire il sentimento che ci lega. A me l’idea piacerebbe, ma di certo non si concretizzerà nell’imminente».

Intervista a Luigi Mario Favoloso e Nina Moric tratta da Vero.

Silvia Provvedi difende Fabrizio Corona :”Ci sarò nel bene e nel male”

Fabrizio Corona con la fidanzata Silvia Provvedi

E adesso vi parliamo di Fabrizio Corona che come sapete sicuramente è stato nuovamente arrestato. L’ex re dei paparazzi è sospettato di avere nascosto in collaborazione con una sua agente una cifra ingente in un controsoffitto di un palazzo di Milano. Anzi per dirla tutta i suoi ex Amici….sospettano che non sia l’unica somma che Fabrizio Corona avrebbe nascosto al fisco. E su questo crediamo che la magistratura stia proprio indagando. Quello è certo che dopo questo secondo arresto Fabrizio Corona ha ricevuto accuse non simpatiche da Nina Moric e . Ma c’è invece anche chi l’ha sostenuto. Infatti nonostante l’arrabbiatura Fabrizio Corona ha ricevuto parole di affetto da Don Mazzi e Silvia Provvedi. Oltre che dalla madre ovviamente. Silvia Provvedi ossia una delle due gemelle che ha vinto l’Isola dei Famosi. Da qualche tempo Silvia e Fabrizio si stanno frequentando e lei non ha mai negato il forte sentimento che prova per lui.

Ha infatti dichiarato Silvia Provvedi su Fabrizio Corona

Fabrizio Corona con la fidanzata Silvia Provvedi

“Quello di Fabrizio è un reato fiscale. Confiscategli quello che si deve confiscare, io non sono qui a dire che è giusto quello che ha fatto. Io pago le tasse. “

E sul fatto che si sia parlato di Mafia per questa cosa ha tenuto a precisare che

” io con un mafioso non ci sto, con uno che ricicla il denaro sporco non ci sto e non verrei qui a difenderlo”

ma anche sul suo futuro sembra avere le idee chiare infatti dice

Bisogna tirarlo fuori dalla galera e aiutarlo in una struttura riabilitativa. Va aiutato e seguito.

E aggiunge sempre l’ex naufraga

Da una parte la pena dei due anni in carcere è stata troppo dura, ma dall’altra, paradossalmente, quando è uscito gli sono stati concessi troppi privilegi che lui non ha gestito.

Intanto è stata respinta la prima richiesta di scarcerazione. La prossima udienza se non erro dovrebbe tenersi i primi di novembre.

Don Mazzi arrabbiato con Fabrizio Corona

Don Mazzi e Fabrizio Corona

Sono tornato mercoledì notte da un viaggio, un pellegrinaggio con Famiglia Cristiana a Santiago de Compostela. Dell’arresto ho saputo in nave». Don Mazzi è arrabiato. Ha ospitato per qualche mese Fabrizio Corona nella sua comunità Exodus, credeva fortemente in un percorso di riabilitazione per l’ex re dei paparazzi. Ora spera che a lui il destino riserva un periodo di oblio mediatico. Nella sua voce c’è una buona dose di disappunto: «Se me lo ero preso a cuore? Certo che sì, sto male quando leggo i soliti titoloni su come vanno a finire queste vicende», dice a proposito di Fabrizio, di nuovo in manette con l’accusa di intestazione fittizia di beni, dopo che era stato dietro le sbarre per quasi due anni e mezzo per estorsione aggravata (il famoso caso Trezeguet).

«Un serio percorso di riabilitazione»

Don Mazzi C’è ancora speranza per Corona?

Don Mazzi e Fabrizio Corona

«C’è se smettiamo di parlarne. Più lo facciamo e più aumenta la sua idolatria… per se stesso. 1 casi come il suo, non smetterò mai di ripeterlo, non si risolvono con la galera, ma con seri percorsi di riabilitazione. Io avevo chiesto di tenerlo in comunità per poter smontare piano piano l’idolo che aveva fatto di se stesso, ma ci voleva del tempo. Avvocati e magistrati hanno fatto sì che lui tornasse sul territorio, con l’affidamento ai servizi sociali. Avrebbe dovuto continuare quel percorso rieducativo qui da noi…».

Quanto tempo è rimasto nella sua comunità?

«Poco tempo, circa quattro mesi».

Don Mazzi come si comportava?

«Normalmente, meglio di tanti altri. Faccia conto che io vedo casi ben peggiori, gente che ha ammazzato qualcuno. Mica come lui, non ha ucciso nessuno, è solo uno ‘•stronzo”, passatemi il termine. Seguiva le regole con nessuna difficoltà. Io e don Antonio Loi (cappellano della casa di detenzione di Opera, ndr) pensavamo di averlo convinto a fare un serio lavoro di rieducazione. Poi è riuscito a tornare sul territorio e ora vediamo come è finita. Alla fine c’entra poco la questione dei soldi che gli hanno trovato (1,7 milioni di euro nascosti nel controsoffitto. ndr), la mia idea per persone come lui è che abbiamo bisogno di progettare percorsi alternativi al carcere. Io vorrei abolire il carcere minorile, servono strutture rieducative perché dalle carceri i ragazzi escono spesso ancora peggio di prima. Tipi come questi hanno bisogno di una magistratura più intelligente e di una società che capisca che si può sbagliare e recuperare con un iter diverso».

Lei viene spesso criticato di “chiamare a sé” i casi più mediatici per attirare attenzione e soldi…

«Figuriamoci.- Senti, sono abituato alle critiche, va bene? Me ne hanno dette di tutti i colori quando ho tirato fuori terroristi o gente come Erica. Io non ho mai voluto una lira, sia chiaro, ho fatto tutto gratuitamente».

Don Mazzi pensa che andrà a trovarlo in carcere?

«Non so ancora se lo andrò a trovare, io per ora del Corona di oggi non voglio parlare. Smettiamo di parlarne, come ho detto, altrimenti faremo sempre il suo gioco».

Lei si sente in colpa per come è andata?

«Tutti sbagliamo, quando succedono queste cose ognu no si batte il petto, ma com in tutti i casi c’è chi sbagli di menò e chi sbaglia di pii Adesso insieme cerchiamo di riflettere, torniamo al silenzio. Per lui sarebbe necessario l’oblio mediatico, se non si fa questo… addio».

Un po’, però, le sta a cuore il suo caso, no?

«Io me lo sono preso a cuore, certo, ma a un certo punto altri hanno deciso diversamente. Lo sai meglio di me come
funzionano queste cose…».

No, non lo so, a cosa si riferisce?

«Quando arrivano certi avvocati che pesano tonnellate, riescono a portarsi a casa il risultato sfruttando le virgole della legge. Io torno a dire di smettere di parlarne».

Intervista a Don Mazzi che parla di Fabrizio Corona tratto da Vero.

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