Intervista a Camila Raznovich conduttrice di Kilimangiaro

Tornerà con Kilimangiaro anche nella prossima stagione televisiva. Camila Raznovich, padrona di casa del programma di Raitre, ci racconta le soddisfazioni che le ha regalato questa trasmissione. Mamma di due figlie. Viola e Sole, la Raznovich fatica non poco a stare lontana da loro durante i weekend. La bella conduttrice, che Vero ha incontrato in occasione della presentazione del concerto del Primo maggio, ci svela come riesce a conciliare gli impegni professionali con quelli familiari e ci racconta tutta la verità a proposito dell’indiscrezione secondo la quale potrebbe tornare alla guida di Amore criminale.

Camila, il tuo Kilimangia-ro, puntata dopo puntata, ha continuato a crescere nei dati Auditel.

«Gli ascolti, in effetti, sono aumentati: una delle ultime puntate andate in onda ha ottenuto il 9,5 per cento per Camita Raznovich (42 soni), che nella sua carriera ha saputo sempre reinventarsi.

«E successo nel periodo in cui mi sono fermata per avere le bimbe,
re e questo mi inorgoglisce particolarmente, visto che quando ho raccolto le redini del programma questo non era certo un traguardo così scontato».

Con Kilimangiaro ti rivedremo anche nella prossima stagione televisiva ?

Camila Raznovich conduttrice di Kilimangiaro

«Sì, il programma tornerà in onda all’inizio di ottobre e alla conduzione ci sarò. È stata una sfida grandissima perché, avendo fatto esperienze differenti, per qualcuno poteva essere strano vedermi in quel contesto, un po’ familiare. Ma al di là dei grandi ascolti, che ci rendono orgogliosi, dopo tre anni mi piace pensare che sia stata una bella parabola. Oggi Kilimangiaro è completamente diverso dal programma ereditato da Licia Colò, che a mio parere ha fatto un bellissimo lavoro negli anni precedenti. Sono felice di aver trasformato questo prodotto in qualcosa di nuovo che mi somiglia».

Hai altri progetti nell’immediato?

«Ci sono tanti progetti futuri, ma nell’immediato no, perché dopo il concerto dei Primo maggio ora voglio stare un po’ con le mie figlie. Cerco di essere una mamma molto presente, spesso le ho portate con me, ma non avere un weekend libero per 28 settimane di seguito è stata molto dura. Le mie figlie sono ancora piccole, hanno 5 e 7 anni, e a quell’età è ancora difficile capire certe cose. Cercavo, durante la settimana, di esserci sempre, ma non avere fine settimana liberi è stata un’esperienza difficile da affrontare. Mi piacerebbe stare con loro anche per fare cose semplici. Sono d’accordo sul fatto che in qualche modo io sia privilegiata con il lavoro che faccio e mi re-‘ puto fortunata, ma a parte questo, il sacrificio e l’impegno sono gli stessi degli altri lavori e c’è la stessa fatica come madre, come donna,
come lavoratrice. Certo, siamo privilegiati sui guadagni e su molte cose, sono 21 anni che lavoro e non mi posso proprio lamentare, ma mi sono guadagnata tutto con sacrificio».

«Voglio stare con le mie figlie»

Nel corso della tua carriera   Camila Raznovich hai mai pensato a un piano B?

«L’ho sempre avuto e ce l’ho tuttora. Le mie amiche mi prendevano in giro perché conservavo le borse griffate, che a volte regalano durante gli eventi mondani, per i periodi di magra».

Perché conservavi queste borse?

«Perché in questo modo ho potuto rivenderle nei due anni nei quali non ho lavorato, nel periodo in cui mi sono fermata per avere le mie bambine. Non avendo avuto uno stipendio per un periodo molto lungo, quei soldi mi sono serviti per far fronte alle diverse spese. Non avevo
guadagnato cosi tanto da fermarmi per due anni, di conseguenza ho venduto tutte le borse di marca».

Quando è finito questo periodo così complicato?

«È terminato quando finalmente sono arrivata alla conduzione di Kilimangiaro, che mi ha regalato di nuovo un po’ di ossigeno. La fantasia di certe persone, secondo cui saremmo tutti ricchi e famosi, secondo me andrebbe un po’ ridimensionata. Lo dico senza voler entrare in una polemica».

«Quello scontro con il mio direttore»

Sei sempre stata una persona molto schietta e sincera. Questa tua caratteristica ti ha mai creato problemi sul lavoro?

«No. Anche se sono passionale, nel momento in cui sbaglio so chiedere scusa. Sulle questioni di principio, però, non tomo indietro. Ad esempio, diversi anni fa, quando ero ancora molto giovane, ci fu uno scontro molto acceso con un mio direttore, poi però tutto si è risolto in modo positivo».

Un’ultima curiosità: è

fondata l’indiscrezione di un tuo ritorno alla conduzione di Amore criminale?

«Ammetto che c’è stata una richiesta da parte della rete e di Matilde D’Errico, autrice e regista di quel programma che io amo moltissimo. Per scelte mie personali,» però, ho declinato l’offerta, ma mi ha fatto molto piacere essere stata contattata nuovamente. Non condurrò Amore criminale anche perché, purtroppo, non avrei proprio tempo e modo per poterlo fare. Poi, generalmente, non torno su terreni che ho già percorso».

Però, sei tornata a condurre il concerto del Primo maggio…

«Un conto è un programma e un conto sono gli eventi. Un evento non è mai uguale a se stesso, al contrario di un programma televisivo. Credo nel cambiamento e nell’evoluzione».

 

Intervista a   Camila Raznovich da Vero

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